Lo butto o lo mangio

Lo butto o lo mangio

Lo butto o lo mangio

Come comportarsi quando il cibo è scaduto, lo butto o lo mangio?

Vediamo nel dettaglio come leggere l’etichetta dei cibi . Quando scaduto lo butto o lo mangio?

Ogni anno nella spazzatura finisce circa il 10% degli 88 milioni di tonnellate di cibo sprecato in Europa. Ma imparando a leggere la data di scadenza possiamo evitare gli sprechi

Lo butto o non lo butto? Il prodotto sembra buono, odore e aspetto non tradiscono alterazioni. Però la fatidica data entro cui è preferibile consumarlo è passata da tre giorni. Ci convinciamo che sia diventato immangiabile e alla fine lo buttiamo. Secondo la Commissione Europea, in questo modo finisce nella spazzatura circa il 10% degli 88 milioni di tonnellate di cibo sprecato nell’Ue ogni anno. Significa cioè che le diciture “da consumarsi entro” e “da consumarsi preferibilmente entro” ci mandano fuori strada e ci fanno gettare via un prodotto molto probabilmente ancora buono.

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare è al lavoro per sviluppare strumenti e metodologie che consentano di evitare confusione nel consumatore. Intanto, noi possiamo portarci avanti e imparare a distinguere le differenze e a fidarci dei nostri sensi.

L’etichetta “Da consumarsi entro” la troviamo sui prodotti più facilmente deperibili: latte fresco, latticini, uova, pasta fresca.

C’è in gioco la salute, e passata la data indicata quasi sempre conviene gettare via l’alimento. Attenzione al “quasi”: occorre usare buon senso e valutare caso per caso. In estate, ad esempio, gli alimenti deperiscono più in fretta.

“Da consumarsi preferibilmente entro”: sono prodotti che garantiscono inalterato il valore nutrizionale entro la data riportata, anche in termini di gusto e aroma. Una volta passata, il prodotto non è dannoso ma potrebbe perdere sapore e apporto nutrizionale. Parliamo di alimenti confezionati come pomodoro, farine, riso, pasta secca, conserve. Ciò non significa che possiamo mangiare una scatoletta di tonno scaduta nel 2014: anche qui è bene valutare.

Come regolarsi con gli ortaggi? Le verdure in foglia durano pochi giorni in frigo, le radici (carote, rape) fino a otto giorni. I cavoli (in frigo) e le patate (fuori) arrivano ad otto mesi. Infine, la soluzione ideale per non buttare cibo fresco è congelarlo: non solo carne o pesce, anche verdura, cruda o cotta, e frutta.

La prossima volta che leggiamo una data di scadenza, pensiamoci bene prima di regalare alla pattumiera i nostri soldi: secondo Coldiretti una famiglia getta via ogni settimana quasi 5 euro di cibo e ciascuno di noi spreca 36 kg. di cibo all’anno.

Come fare:
1.    “Da consumarsi entro”: è un prodotto facilmente deperibile, si rischia la salute
2.    “Da consumarsi preferibilmente entro”: il prodotto rimane commestibile anche dopo la data indicata
3.    Fidiamoci dei nostri sensi: odoriamo e osserviamo gli alimenti prima di buttarli.  Fonte

Leggi la ricetta del pandoro senza glutine.

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cuciniamolitutti

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