Stiamo davvero mangiando cibo radioattivo?

Stiamo davvero mangiando cibo radioattivo?

Stiamo davvero mangiando cibo radioattivo? Sì, ma da sempre: ecco perché non è un pericolo.

Il cibo che mangiamo è radioattivo? Ogni tanto girano voci allarmistiche sulle sostanze dannose contenute negli alimenti che portiamo in tavola: OGM, conservanti, additivi, pesticidi, in generale tutto quello che è manipolazione ci fa paura. Ma i timori sono sempre fondati? In tempi di preoccupazioni per gli interventi di genetica e chimica, il fattore radioattivo passa un po’ in secondo piano, ma ogni tanto se ne parla.

Certo non come ai tempi del disastro di Chernobyl, quando – i meno giovani lo ricorderanno – anche in Europa occidentale per mesi si visse nel dubbio sulla sicurezza di certi cibi: addirittura si raccomandò di non far bere latte ai bambini più piccoli di 10 anni. Leggi le nostre ricette qui.

Allora Stiamo davvero mangiando cibo radioattivo? Ma al di la degli eventi straordinari, esiste la radioattività nel cibo che mangiamo? La risposta è sì, ma non c’è nulla di cui preoccuparsi. Il fatto è che il cibo, come tutto ciò che è organico, è composto da carbonio, e il carbonio è un elemento che ha isotopi radioattivi. E non è il solo.

Come arrivano gli elementi radioattivi nel cibo? In tre modi, spiega il sito dell’EPA, le radici delle piante li assorbono dal suolo; le particelle presenti nell’aria si depositano sulle coltivazioni; gli animali che si nutrono di piante o altri animali in cui la radioattività è presente, accumulano nel corpo i cosiddetti radionuclidi.

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